Riccarda Castellani


RICCARDA CASTELLANI: UNA VITA PER L’ARTE

 
Il suo impegno per l’arte e la cultura erano noti a tutti. La sua collaborazione con l’amministrazione comunale iniziò nel 1980, quand’ero assessore alla cultura. d’accordo con l’allora sindaco, Giusto Vecchiato, ci avvalemmo della preziosa opera di questa donna innamorata dell’arte e dedita alla divulgazione del canto, della poesia, della musica, della pittura e della scultura. La sua attenzione non era rivolta solamente all’arte con la A maiuscola, ma anche alle manifestazioni relative al tempo libero: dai lavoro a uncinetto o a maglia, al ricamo, alle mostre di modellismo. Il corso di acquerello della pittrice Quaini è stato ideato e sostenuto da Riccarda. Oltre al suo impegno per le manifestazioni al Centro Culturale di piazza Umberto, ha collaborato attivamente con il Circolo Culturale Maritain e con il giornale Il Sentiero.

E’ stata lei a dare impulso e continuità alle attività culturali e di relazione offerte dalla Pia Opera Ciccarelli ai propri ospiti e aperti a tutta la cittadinanza. La casa di riposo è adornata di molti quadri donati dai pittori, che hanno prodotto le loro opere durante le mostre estemporanee di pittura organizzate dalla signora Castellani nel parco della Pia Opera Ciccarelli. Lo stesso parco che ha visto concerti e commedie rappresentati grazie al suo impegno. La sua grande passione era scrivere poesie. Ne ha scritte tante. Man mano che le scriveva venivano pubblicate sul nostro giornale, e lei ne era orgogliosa. Da esse traspariva il suo animo sensibile, il suo affetto per San Giovanni Lupatoto, il ricordo dell’amore scomparso prematuramente, una fede ed una speranza velate di tristezza e, ultimamente, ricordi di gioie trascorse, lontane. Probabilmente ormai sentiva il soffio della vita farsi sempre più esile.

Ha pubblicato due libri di poesie: “Vissin a la me gente” e “Il coraggio di sognare”. Già gravemente ammalata ha voluto impegnarsi fino all’ultimo nel suo impegno culturale e sociale. Sì, la signora Riccarda aveva una attenzione particolare per quanti erano nel bisogno, per i disabili. Le prime mostre nel nostro paese lei le organizzò in collaborazione con il Gruppo Animazione Lesionati Midollari (GALM) al Pozzo, dove ricordo mi invitò a presenziare alle premiazioni. Lei era in contatto con numerosissimi artisti. Per ogni manifestazione lei era in grado di far arrivare gli artisti appropriati per l’occasione. Artisti famosi e sconosciuti, perché lei aveva stima di tutti, purché impegnati.

La passione e l’amore per l’arte li ha dimostrati spesso: a me è rimasto impresso il suo attaccamento alla festa della mamma, in cui le mamme di San Giovanni, da lei invitate, esponevano i loro lavori di maglia, uncinetto e ricamo. Alla “sua gente”, gli abitanti di San Giovanni, Riccarda ha offerto tante opportunità di gustare l’arte e la cultura. Ha fatto tutto questo gran lavoro culturale con poca spesa per il bilancio del Comune, dimostrando che le manifestazioni culturali possono essere fatte senza spendere grandi somme.  

Gian Fortunato Spazian

Da sempre appassionata di arte e di poesia, Riccarda aveva offerto, sin dai primi anni ottanta, quando lo stabile di piazza Umberto I fu aperto, il proprio impegno disinteressato per l’organizzazione delle varie attività culturali.Se il Centro Culturale è diventato un punto di incontro che offre sette giorni su sette proposte culturali e per il tempo libero lo si deve soprattutto a questa signora che ha cercato pittori, scultori, musicisti, poeti, appassionati di vari passatempi (dal bonsai agli arnesi contadini), riuscendo a convincerli a presentare le proprie attività negli spazi di piazza Umberto o a tenere convegni su questo o quell’argomento. Il tutto, la cosa è significativa, facendo spendere pochissimi soldi alla casse comunali. Non era raro incontrarla in città o in qualche paese della provincia mentre a bordo della sua vecchia Fiat 126 azzurra andava a vedere le opere di qualche pittore o prendeva contatti con qualche personaggio per portarlo al Centro Culturale.

Lei ha avviato iniziative che sono ormai appuntamenti fissi per il paese come la festa della mamma con le mostre dei lavori delle donne lupatotine, la mostra estemporanea di pittura nel parco della Pia Opera Ciccarelli (intenso l’apporto anche alle attività di relazione della casa per anziani, soprattutto per spettacoli teatrali e canori), la mostra dei lavori delle associazioni che si occupano di assistenza all’handicap.Figlia di Carlo, mitico pasticciere e gelataio lupatotino, era molto attenta al mantenimento delle tradizioni locali. Aveva anche pubblicato due libri di poesie, “Vissin a la me gente” (1990) e “Il coraggio di sognare” (1995), entrambi apprezzati dalla cittadinanza per i molti legami con il paese e la sua storia ma anche per la capacità di “fermare”, mettendoli nero su bianco, i ricordi e le emozioni.

                                                                                                                                                                                                       Renzo Gastaldo